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Dal silenzio, un vino: Eremo Tuscolano


E' sempre difficile rapportarsi con delle persone che hanno una concezione della vita totalmente differente dalla propria. Alle volte, però, questa difficoltà si può trasformare in curiosità, in opportunità. Ed è proprio quello che ci è successo quando abbiamo avuto la possibilità di visitare L' Eeremo Tuscolano.
Siamo sul Monte Tuscolo e l’Eremo è quello camaldolese di Monte Corona.

I Monaci Camaldolesi, da veri eremiti, sono riusciti quasi nell' impresa, definibile al limite del donchisciottesco, di fermare il tempo.
La loro decisione di vivere in un isolamento assoluto nelle loro piccole celle, non condividendo neppure i pasti ed un ora di messa collettiva, da un lato ci affascina e dall’altro ci lascia perplessi per la rigidità della scelta.
Una vita di preghiera e contemplazione che li estranea dal mondo, passateci il termine "civilizzato".
Il connubio tra il fascino di questa dimensione intrisa di spiritualità e la volontà di riportare a fasti, nemmeno troppo antichi, il Frascati Superiore ha spinto, qualche anno fa, Mario Masini a tentare di convincere il vecchio Priore a concedergli i terreni che circondano in un silenzio surreale l' Eremo. Terreni che versavano in completo stato di abbandono, occorre sottolinearlo. Le solite difficoltà burocratiche, sebbene interminabili, non sono riuscite a vincere la tenacia ed il desiderio di dare vita ad un vino che riscattasse il nome del Frascati.
Nasce così l’avventura del Frascati Superiore Eremo Tuscolano dell’Azienda Agricola Valle Vermiglio di Mario Masini, con la prima annata che riporta anno 2012 in etichetta.
I vigneti, otto ettari divisi in varie vigne con diverse giaciture ed esposizioni, sono posti ad altitudini importanti arrivando, in alcuni punti,  ben oltre i 700 metri slm.

C’è tutto quello che occorre per fare vino di qualità: altitudine, esposizione, ventilazione, terreno di origine vulcanica, escursione termica e, soprattutto, passione. Si nota la cura dei particolari in vigna, dalla potatura all’altezza di queste piante allevate a cordone speronato singolo. Un’altezza oltre lo standard per evitare che i cinghiali di zona possano banchettare felici con uva di Malvasia.

Per raggiungere alcuni di questi vigneti ci si deve quasi arrampicare per una via sconnessa ed in mezzo al bosco. Ne abbiamo potuti apprezzare alcuni più classici, posizionati in appezzamenti abbastanza ampi e relativamente facili da raggiungere altri, invece, ci si sono svelati agli occhi come delle vere e proprie perle nascoste tra gli alberi agitati dal vento. Le potenzialità di questo che vogliamo definire senza timore Terroir, si percepiscono nette anche solo stando fermi immobili tra i filari. La spiritualità di questo luogo si percepisce, si respira e colloquiare di vino e tecniche di produzione viene spontaneo farlo quasi sottovoce.


Ci affacciamo, infine, da una terrazza naturale, dove erbe aromatiche spontanee accolgono i rari passanti con un profumo avvolgente e dalla quale si gode di un bellissimo panorama della città eterna.



 Dopo aver visto la struttura delle varie vigne, la loro collocazione e peculiarità, inevitabile arriva la domanda che rivolgiamo a Massimo, enologo dell’azienda ed al Dott. Masini: “sembrano vigne nate per essere vissute come cru; avete mai pensato, a prescindere dalla produzione di Eremo Tuscolano, di vinificare in purezza creando un vino di nicchia da singola vigna?” La domanda strappa un sorriso e non coglie impreparati i nostri accompagnatori, ci stanno pensando, ne stanno parlando, noi siamo pronti a scommettere che il risultato potrebbe essere sorprendente.




Salutato il silenzio dell’Eremo, ospiti di casa Masini, ci siamo dedicati alla degustazione di una mini verticale di 4 annate di Eremo Tuscolano.

Un vino prodotto in circa 30 mila bottiglie, vendemmia manuale verso la metà di ottobre ed un giusto affinamento in bottiglia di circa un anno. Le uve, così come la ripartizione percentuale, sono le classiche del Frascati: Malvasia di Candia, Malvasia del Lazio o "puntinata", Trebbiano Toscano, Trebbiano Giallo (o Greco), Bombino.
Le annate prodotte sono in realtà 5 ma la 2014, unico vino a potersi fregiare de logo ufficiale del Giubileo della Misericordia, proprio per questo motivo è stata interamente assorbita dal mercato. Strappiamo una mezza promessa di poterne degustare qualcuna in futuro, ma comprendiamo che non sarà facile reperirla.

Seduti davanti ad un tagliere, iniziamo i nostri assaggi con la prima annata, la 2012: naso "orizzontale" i sentori sono tutti riconoscibili e messi in bella mostra.Il naso è immediato ed affascinante inutile cercare altri termini tecnici; grande freschezza in bocca, un vino che probabilmente è all’apice della sua parabola evolutiva ed andrebbe bevuto ora e subito. Attendere oltre potrebbe essere tardi. Una prima vendemmia da applausi.
La 2013, annata preferita da quasi tutto il tavolo, è, nonostante gli anni, ancora molto fresca sia al naso che al palato, la beva è invogliata da una freschezza spinta. Grande equilibrio sia al naso che in bocca, elegante l’aggettivo con cui ci piace definirlo con una parola. Ha collezionato svariati e prestigiosi riconoscimenti, il motivo c’è ed è evidente. Chapeau.

La 2015 è sembrata la più recalcitrante a svelarsi soprattutto al naso dove, comunque,  i sentori sono apparsi soavi, delicati. In bocca invece è risultata pronta con una freschezza sempre importante ed una sapidità più incisiva che in altre annate.
Infine, in anteprima, testiamo la 2016 che sarà disponibile sul mercato dopo l’estate. Ci sembra incanalata nel solco della 2013 ed è un grande complimento.
Sebbene ancora un po’ chiusa al naso regala già profumi floreali e fruttati importanti, affascinanti. In bocca freschezza e sapidità si rincorrono, un lietmotiv che accompagna tutte le annate di questo Frascati Superiore.
Questa 2016 ci convince, sembra avere tutti i presupposti per regalare grandi bottiglie. Cara 2013 sei avvisata!

Ci congediamo, non senza aver ringraziato Rosanna Ferraro per averci invitato a consocere questa bella realtà e il Dott. Masini per la sua gentile ospitalità. La storia di Eremo Tuscolano è appena cominciata, altre belle pagine verranno scritte, ne siamo certi. Il Frascati Superiore ha trovato uno dei suoi alfieri.