SELECT YOUR LANGUAGE

I NOSTRI EVENTI

Verticale Vittorio Moretti - Bellavista


Altra serata, altra verticale per noi.

Ultimamente ci trattiamo male in quanto a degustazioni ed anche questa volta il nostro duro lavoro da palati fini ci fa ritrovare per un'altra verticale storica di Bellavista Vittorio Moretti.

Immancabilmente tutti calici di alto livello.

Dopo una dettagliata introduzione di Luciano Mallozzi sulla storia dei vini "mordaci" (da Scacchi a Conforti fino all'abate di Hautvillers) e sulla Franciacorta, storia assai più recente,
finalmente iniziamo ad ammirare i colori nei calici, sentirne gli odori, far gioire i palati.





Prima annata è la 1984:  Percepiamo prontamente una terzarizzazione con cera d'api, miele, zafferano, della frutta candita. Il naso è intenso e complesso.
Nonostante sia stato sboccato ormai 26 anni fa, troviamo delle minutissime bollicine, il sorso è vellutato con un finale sapido.


Con un piccolo salto, passiamo alla 1988  (sboccatura 1994): il naso è meno intenso ma percepiamo tabacco e goudron, noce, quasi un miele "cotto".
In bocca la sapidità spadroneggia, il perlage è vellutato, ci fa pensare a un cremant.


Un altro passo in avanti e siamo arrivati al 1991 (sboccatura 1998): Il naso è il nostro preferito, pasticceria secca, nota fumè, scorza d'arancia  ma anche curry ed ananas sciroppata. Sul palato risulta un vino verticale, profondo e il perlage fino e persistente risalta su un bellissimo oro "pieno".

Arriva la 1995  (sboccatura 2001): iniziamo con una nota agrumata poi una minerale, pane ma anche florealità ed erbaceo ed infine nettamente si fa strada il pompelmo.
Il naso ci stupisce ed è piacevolissimo mentre il palato non rispecchia la complessità olfattiva: inzialmente fresco con una sapidità in crescita, il finale leggermente corto e ammandorlato





Poi  la 2001:
Un naso più "classico" ci viene riproposto con la crosta di pane, fruttato (pesca sciroppata), miele, cerino, il tutto in un bicchiere pervaso da un oro brillante. Il perlage è tonico, ma la morbidezza è ricca senza mancare di sapidità.


Penultima è la 2002 (sboccatura 2008)
Il naso è austero forse non disposto ancora ad emozionarci: note agrumate, frutta tropicale, note minerale ed una leggera tostatura. In bocca invece ci sorprende, è corposo, deciso con un perlage piacevole che rafforza la persistenza.


Infine il Meraviglioso (blend al 50% della 2002 con l'altro 50% composto dalle altre annate in degustazione). Prodotto in sole 5000 bottiglie (formato Magnum) con tripla rifermentazione. Comprendiamo subito che siamo di fronte ad un gran vino: la pasta d'acciughe è il primo sentore, poi ancora una nota fumè, mandorla, fiori bianchi, una nota salmastra, un'altra agrumata, pasticceria e melone bianco.
In bocca riscontriamo tutta questa ricchezza che diviene quasi masticabile, un finale ammandorlato, quasi salino ed una persistenza estremamente elegante raccontabile in minuti.







Ci alziamo dalle sedie con ancora il ricordo sulle papille gustative, soddisfatti e, allo stesso tempo, un po' scontenti perché è già finita. Ne vorremmo ancora di bicchieri così ma siamo certi che non mancherà occasione.

Alla Vostra