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Travaglini ed Il Nebbiolo del Nord



Travaglini ed Il Nebbiolo del Nord
 
Ci troviamo nella terrazza Monte Mario dell' hotel Waldorf Astoria in una splendida serata per una verticale storica del Gattinara Travaglini.
 

Davanti a noi, 10 calici :
1967 – 1985 – 1989 – 1995 – 1999 – 2004 – 2005 – 2007 – 2009 – 2010


 

Una esaustiva introduzione di Cinzia Travagliani su ciò che è stata ed è questa azienda di famiglia:

Una storia iniziata negli anni 50 dal papà Giancarlo che nel tempo riesce ad arrivare fino a quasi 100 ettari,

la cui maggior parte con un’ottima esposizione a sudest e sudovest e con un’altezza che varia tra i 280 ed i 460 mt.

Il terreno, ai piedi del Monte Rosa, su cui crescono le viti è un mix di granito, porfido e ferro, i cui colori risultano vividi durante i vari scassi. Questa composizione da un' ovvia mineralità a ciò che poi troveremo nel bicchiere, conferendo al vino una finezza ed una bevibilità rare.

Le colline sono ben ventilate, evitando possibili marciumi ed i trattamenti che ne conseguono. Le differenze di temperatura tra il giorno alla notte, invece, donano eleganza e profumi.

Le vigne, al 95% di Nebbiolo, sono vecchie di 50/60 anni con dei reimpianti degli anni 90 e la vendemmia viene effettuata esclusivamente a mano.

La produzione di circa 270 mila bottiglie viene esportata per circa il 60%  con un trend che vede il mercato interno in ascesa, segno che sempre di più i consumatori apprezzano questo vino.



La prima annata in degustazione è il 1967, indicata dalla Signora Cinzia, come "grande annata".
Un bicchiere che deve respirare un po' prima che possa essere avvicinato al naso ed alla bocca.
Percepiamo subito funghi, humus, un'ovvia terzializzazione, tabacco, salamoia, mallo di noce.
In bocca è sufficientemente fresco, sapido con un finale persistente.

Con un balzo, passiamo al 1985.
Al naso è il nostro preferito : liquirizia, noce, miele, ferro, chinotto e curcuma.
A fine sorso, percepiamo aroma di fungo,  il tannino la fa da padrone con un finale acido/sapido in secondo piano.

L' annata 1989 , calda,  ci regala un vino profondo , sicuramente d' impatto.
Si percepisce franca una prugna secca ma anche erbe aromatiche, noce e cardamomo.
L' acidità ci fa sentire un' arancia sanguinella e trascina la persistenza; 
Il tannino è ben presente ma integrato e lascia un bocca pulita.

Poi la 1995, più simile ad un nebbiolo "classico" : annata fresca climaticamente parlando, il naso rimane un po' chiuso: humus, china, una nota balsamica fanno capolino ma debolmente rispetto agli altri calici, In bocca una buona acidità, un finale leggermente corto comparandolo agli altri, chiusura sapida.

Per il 1999 , prima annata DOCG (riduzione da disciplinare a 75 quintali per ettaro...ma mai raggiunti), il naso ci sembra più complesso.
Fumè e goudron,  ritorna la salamoia, nota ferrosa con grande intensità.
Un vino rotondo, che riempe la bocca: il tannino e l' acidità si intrecciano con un finale lungo e di melograno. Abbiamo la sensazione che questo vino avrebbe meritato di riposare ulteriormente e che la prospettiva di un invecchiamento sia la scelta migliore.

Il sesto vino, il 2004, regala sensazioni accattivanti all'odorato: frutta rossa (ciliegia, melograno), sottobosco, balsamicità e florealità.
Il tannino scivola via con l ' aiuto di sapidità ed acidità: vino che invoglia ad essere ribevuto.
Nel 2005 invece ritorniamo al legame col terreno, oseremmo dire quasi salmastro, mineralità spinta ma anche una nota dolce. In bocca è equilibratissimo, ampia la persistenza che ce lo fa apprezzare ancor maggiormente.

La 2007, annata calda, ci offre un naso più morbido, più amichevole di sottobosco, fruttato senza mai dimenticare la sua imprescindibile mineralità. Anche in bocca risulta morbido, le note pseudocalorica e glicerica coprono il tannino e l' acidità.

La penultima è la 2009 con un naso invitante, sicuramente profondo ed intenso;
Netta l' arancia , il sottobosco , la speziatura e la mineralità (humus e ferro) ma anche erbe aromatiche.
Inizialmente fresco poi tannico, la sapidità è di contorno: un vino ricco di sfumature

Infine, la 2010,
Un vino elegante, quasi austero: le speziature sono i primi sentori che si fanno percepire, la salamoia, il tabacco  ma anche il melograno, la liquirizia e l' arancia.
In bocca è un vino molto persistente i cui sentori si ripropongono come nel naso.

Il filo conduttore di questi vini, a nostra opinione, è sempre stato l'intreccio che abbiamo percepito in bocca: un grande equilibrio, un alternarsi di sensazioni senza che mai nessuna di esse prevalesse.

Infine, un piccolo aneddoto, sul design della bottiglia che molti riconoscono per la sua forma particolare.

Fu ideata da Giancarlo che con lungimiranza, aveva già intuito il lungo invecchiamento che i suoi vini potessero avere: la forma appunto è nata per effettuare una mini decantazione già in bottiglia, precedendo il lavoro del sommelier.

TRAVAGLINI GIANCARLO,
Strada delle Vigne 36
13045 Gattinara (VC), Italy
Tel. +39.0163.833.588 - Fax +39.0163.826.482