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I NOSTRI EVENTI

Riesling della Famiglia Prum

Ci ritroviamo nella storico palazzo del hotel Columbus, a due passi dalla maestosa piazza di San Pietro, per cenare e degustare 8 vini della casa Prum.


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La sala si trova al secondo piano e il set-up della sala sono dei grandi tavoli rotondi da 8 persone con le quali ci confronteremo durante la “degusto-cena”.


Le bottiglie sono tutte della casa Prum, che produce vino giusto da qualche anno: il 1156 ! Una famiglia larga ed amplia, un cui ramo per esempio è “Dr Loosen” conosciuto da molti appassionati.

La famiglia è sempre stata ambasciatrice del Riesling, facendone la storia e continuandone la stessa con la massima dedizione e qualità.



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Ardesia su cui le vigne vivono e crescono le viti della famiglia Prum da tempo immemore.







Ma iniziamo subito con il primo terzetto in degustazione:

1994 Bernkasteler Graben Riesling Kabinett Trocken
2001 VISION Riesling Trocken
2012 Bernkasteler Lay Grand Ley Riesling GG Trocken                                                                          

Il 1994, nonostante fossimo già molto inclini, ci sorprende al naso: ci aspetteremmo una fortissima nota minerale ed il famoso sentore di idrocarburo che va tanto di moda ma in realtà, la prima forte sensazione è quella di una speziatura quasi dolciastra, di curcuma ed orzo. Ovviamente la nota “nera” è ben presente e rimane nel bicchiere anche dopo averlo roteato diverse volte. Nonostante i 21 anni, il vino è rimasto fresco, oseremmo dire quasi acidulo, ed il finale sapido allunga la persistenza.

Il 2001 invece ha un naso più delicato: maggiorana, cedro ma anche millefiori e foglie di te. La sottotraccia nera di fuliggine, o antracite per alcuni, accompagna il tutto. In bocca risulta essere il più equilibrato del terzetto. Il nome Vision è la visione del produttore di come dovrebbe essere un riesling, non possiamo che essere d’ accordo.

Infine il 2012, all’olfatto molto piacevole ed accattivante: note citrine, zagara, erba fresca ma anche lievito e miele. In bocca, ça va sans dire, è fresco, freschissimo, forse apprezzato da chi propende per le acidità spinte di questo vitigno.

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In abbinamento ci viene proposto, dallo chef Favale de La Veranda, un carpaccio di magatello affumicato con crema di aglio dolce, valeriana e formaggio.

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Preferiamo abbinare il secondo vino per la sua nota fumè che si sovrappone delicatamente all’ affumicatura stessa del magatello, in alternativa sceglieremmo il terzo. Il primo calice lo contempliamo 
come vino da meditazione.

Passiamo poi  al secondo terzetto

2012 Wehlener Sonnenuhr Devon Riesling GG Trocken
2004 Wehlener Sonnenuhr Alte Reben Riesling Spätlese
2012 Wehlener Sonnenuhr Alte Reben Riesling GG Trocken

Un piccolo excursus: Le cosiddette Alte Reben, che potremmo paragonare alle veilles vignes borgognone, riescono ancora a dare ogni anno delle uve di grande qualità dopo 80 anni ed oltre.
La resa da disciplinare è di 45 quintali per ettaro mentre il produttore la “esaspera” a 25. Facendo
un altro paragone, ma cambiando stato, il disciplinare del Brunello di Montalcino, che risulta essere
uno dei più severi in Italia, impone la resa massima di 65 quintali. E' facile quindi comprendere quanto lavoro, passione e quindi qualità è in questi vini.

Il primo vino, chiamato Devon, per via del terreno devoniano su cui crescono le vigne, è un altro
bel mix di florealità, frutta (pompelmo) e mineralità. Ha un’ottima persistenza sempre con il supporto della freschezza, imprescindibile presenza per questo vitigno.

Il 2004 è il nostro favorito del trio, al naso l'eleganza la fa da padrona: zafferano, orzo, biancospino, un riesling forse meno accentuato dai soliti caratteri ma veramente molto piacevole (abbiamo chiesto se fosse possibile acquistarne alcune bottiglie ma la produttrice ci ha risposto che ne rimangono ancora poche e sono della riserva personale della famiglia).

Infine il terzo 2012, altro GG, (Grosses Gewachs), forse bottiglia aperta con troppo anticipo, troviamo un naso fruttato tropicale, erbaceo ma anche una inaspettata acqua di rose. Al palato ha finale non sapido ma salato, lungo e gradevole.

In abbinamento ci vengono serviti dei Rigatoni Cavalieri mantecati al burro dolce e canestrato di Forenza, coniglio confit e chiodini.

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A questo gustosissimo piatto preferiamo abbinare il primo vino, più delicato rispetto ai secondi due, la freschezza aiuta a “smaltire” il burro e la mineralità ben si accompagna con i chiodini. In alternativa, opteremmo per il terzo visto che il secondo ci piace davvero tanto e vorremmo gustarcelo da solo.

Infine passiamo agli ultimi due vini della serata:

2003 Graacher Dompropst Riesling Auslese Fass 7
2006 Ürziger Würzgarten Riesling Auslese

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Nel primo calice troviamo “finalmente” gli idrocarburi...un vino dolce con gli oltre 92 g/l di zucchero. Ritroviamo l’acqua di rose, ananas, e note vegetali. In bocca, è corposo ma non invadente. Un gran bel vino.

Infine nell’ottavo calice della serata, che non vorremmo finisse, al naso ci si propone fruttato (litchi ed albicocca), speziato, zafferano e cardamomo, e proprio per questo netto riconoscimento che lo preferiamo abbinare al dessert : una tarte tatin di mela cotogna all’arancia e cardamomo con ricottina di pecora e miele d’ acacia.


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Weingut Joh. Jos. Prüm GdBr
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