SELECT YOUR LANGUAGE

I NOSTRI EVENTI

Viaggio nelle Langhe - seconda parte



Il secondo giorno del nostro viaggio nelle Langhe riparte da Barolo, più precisamente dalla strada che da Barolo conduce a La Morra, Damilano ci aspetta e noi non vogliamo farlo aspettare.





Appena giunti in cantina, tuttavia, veniamo fatti risalire sui nostri mezzi perché ,da buon enologo, la nostra guida ci vuol fare vedere e soprattutto calpestare (ma non troppo) la famosa vigna di Cannubi, terroir che non ha bisogno di alcuna presentazione.






E' sempre emozionante toccare con mano (anzi con piede!) territori più volte immaginati ed
è così anche questa volta, regola confermata.
Calpestando Cannubi parliamo di annate, dei vari trattamenti in vigna, di quelli più naturali
possibili ed anche di cosa la legge, italiana e comunitaria, impone a chi produce e tenta di 
esportare vino.

Fatto ritorno in cantina, ci addentriamo in questa struttura che, per alcuni aspetti, appare quasi estranea al luogo: ci saremmo, infatti, aspettati una cantina austera, quasi buia e vagamente spartana, mentre ci troviamo in spazi aperti, luminosi, dove la pulizia e l’ordine sono di rigore. Potremmo riassumere dicendo che la cantina langarola, un po' umida ed avvolta nella penombra, lascia il passo ad un aspetto più moderno e professionale.





L’enologo poi ci dice una frase che ci spiazza ulteriormente: “non è importante quanto legno fa un vino, se barrique o botte… se lo tengo in cemento o che  altro… l’importante è la 
sensazione che il vino ti dà”. Non vogliamo aggiungere altro perché i vini di Damilano ci 
danno sensazioni e ci emozionano.




Al termine della visita in cantina, è stata preparata per noi una degustazione di Cannubi Brunate, Cerequio ed Arneis, bianco di zona oramai conosciuto ed apprezzato ovunque e materiale non così raro in langa, territorio tipicamente riconosciuto come d'eccellenza per i vini rossi.








Sul nostro personalissimo cartellino, il Cannubi 2006 era di un tale livello da sfiorare il "fuori concorso", mentre l'annata 2010 ha certamente meritato una menzione per la sua già “pronta” piacevolezza.
Stessa piacevolezza e facilità di beva abbiamo ritrovato nel profumato Arneis.


Ve lo abbiamo detto, ritmi serrati e zero pause, per cui nello stesso pomeriggio puntiamo dritto verso Serralunga d'Alba per andare a visitare la cantina di Ettore Germano.

  




Per una volta l’impatto visivo ed emozionale è stato meno eclatante del solito, poiché la cantina è tuttora in fase di ristrutturazione. Tuttavia, grazie agli scavi ancora presenti nel terreno, siamo riusciti ad apprezzare la struttura del terreno stesso, occasione non usuale; non tutte le ristrutturazioni vengono per nuocere...

Anche qui abbiamo avuto la possibilità  di discutere della coltura delle viti, dei vitigni e dei 
problemi di cui spesso soffrono;
non solo vermi ma anche cinghiali che sono ghiotti di uva rossa ma non di riesling (forse per l’ acidità …chissà), delle pendenze su cui si terrazza per poter produrre 
ma soprattutto abbiamo avuto la fortuna di poter  godere di un panorama del genere… 






Abbiamo degustato tre bianchi, Alta Langa, Riesling e Nascetta, e tre rossi, Balau, Barolo ed “Ezelindo”, un vino che non molti avranno spesso la possibilità di assaggiare vista la sua
bassissima produzione.


Per poi concludere in bellezza la giornata, una interessante ma forse un po' troppo “compressa” visita alle cantine di Fontanafredda; in questo caso ci riserviamo di ritornare con più calma.






Con nostro dispiacere siamo giunti alla mattina dell’ultimo giorno di questo breve ma intenso viaggio nelle Langhe.

Di corsa (il nostro volo del primo pomeriggio non ci permette la dovuta calma) ci muoviamo in direzione di Bricco Rocche a Ceretto.

Le foto che riusciamo a fare non rendono giustizia alla realtà, pertanto decidiamo di prendere “in prestito” una foto presente sul loro sito ufficiale:






L’ aspetto moderno e contemporaneo della cantina non tragga in inganno perché nel calice
troverete il classico Barolo: noi abbiamo assaggiato direttamente dalla botte un 2012 ed un 2013 che saranno in commercio tra qualche anno ma che, ai nostri palati, erano già prontissimi e da "beva compulsiva".


Poi di nuovo a Barolo per un pranzo veloce e di corsa verso casa, con la felicità di 
aver vissuto una bellissima esperienza, la certezza che torneremo e la bellezza impressa 
nei nostri occhi.