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Viaggio nelle Langhe - Prima parte


Non sapevamo bene cosa poterci aspettare da questo viaggio nelle Langhe.
Si, avevamo ovviamente il programma stilato con i vari passaggi ed i vari dettagli ma anche la più fervida immaginazione non avrebbe raggiunto ciò che poi è stato.

Confessiamo che in noi albergava, vagamente, il preconcetto che i contadini langaroli fossero un po’ chiusi, un po’ troppo “sulle loro” insomma, e che le visite fossero più che altro vissute con distaccata professionalità: ci sbagliavamo, non di poco, e l'evidenza l'abbiamo avuta da subito cominciando con la prima cantina oggetto del nostro viaggio.

Prima tappa La Morra, si va a visitare i poderi Gianni Gagliardo.





Alberto è la nostra guida, prima tra le botti, poi in cantina, ed  infine in una bellissima sala ricavata da una  antica cisterna utilizzata dalla fattoria. Il nostro calpestio è scandito dal rumore della ghiaia, presenza costante in questa visita.





Ovviamente non vengono utilizzate solo barriques ma anche delle botti grandi come vuole la tradizione.
È il primo (ma solo per cronologia) che ci parla di “vini bio”, in quanto il loro intervento in vigna è limitato al minimo, come molto naturale e classica è la maturazione e la vinificazione.

Usciti dalla cantina, si apre a noi, quasi d’improvviso, un simile spettacolo:




Il primo sentimento provato, ad essere sinceri, è l’invidia. L’invidia di chi ha la fortuna e soprattutto la bravura di produrre vino in un contesto del genere.  Alberto infatti ci raccontava che quando gli veniva chiesto di che cosa si occupasse, rispondeva con fierezza “contadino” e, non di rado, veniva guardato con qualche espressione interrogativa;
beh la nostra espressione sarebbe stata totalmente differente, ve lo assicuriamo.

Finito il piccolo ma esaustivo tour ovviamente si stappano un paio di bottiglie da degustare.


Il primo è il San Ponzo (Nebbiolo d’ Alba DOC) del 2010, molto delicato e profumato, una vera "chicca", un nebbiolo quasi “inaspettato” se si può dire; cambiamo decisamente registro passando ad un più austero Barolo Serre 2010: il carattere di questo vino scalpita ancora in bottiglia, forse avremmo dovuto attenderlo ancora un po’ ma il risultato è comunque una piacevole sensazione.
 


Un dettaglio che ci ha particolarmente colpito è stato trovare, ricavate nei tavoli, delle piccole nicchie: ciascuna ospita un pugno della terra di ogni vigna lavorata dalla famiglia Gagliardo, vederle direttamente mentre si degusta il vino è molto d’ impatto.




Lasciamo dietro di noi le emozioni regalateci da Gianni Gagliardo, e con esse anche i suddetti preconcetti, poi smentiti, con i quali eravamo partiti.

Il nostro viaggio prosegue e puntiamo la bussola in direzione Barolo.
Inevitabile una breve passeggiata tra le vetrine e gli shopping point di cantine celebrate ovunque, si respira eno-cultura ad ogni passo, suggestivo e quasi fiabesco camminare in questo contesto.







I ritmi sono serrati, il nostro viaggio non ammette pause, e nel pomeriggio puntiamo diretti verso un altro grande produttore:  Sandrone.

Sappiamo che le richieste di visita difficilmente vengono accolte e questo ci inorgoglisce ancor di più. Passato il pesante portone in legno, quasi entrassimo in un’altra epoca, ci ritroviamo nella loro casa.







Non producono vino da moltissimo tempo (la prima vendemmia è del 1978) ma fin da subito hanno riscontrato un grosso successo soprattutto nel mercato americano, come d’altra parte molti dei produttori langaroli.

Coltivano circa 27 ettari che si tramutano in 90-100 mila bottiglie/anno in maniera eco-sostenibile, utilizzando pannelli solari, quantità minori di solfiti (rispetto ai quantitativi ammessi per legge) ed evitando qualsiasi aggiunta al mosto o al vino di enzimi e sostanze chimiche.












Dal cortile ci viene indicata la collina dal quale nasce il celebre Cannubi Boschis e ci viene mostrato come, materialmente, venga effettuato il passaggio da una cisterna ad un’ altra per finire nelle botti di legno, nelle quali dimorerà per anni prima di terminare il suo percorso con l'affinamento in bottiglia.





Segue...