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I NOSTRI EVENTI

IncontriDiVite al Vinitaly


Prima parte: il Lazio
La nostra presenza a Verona era quasi un obbligo morale.
La nostra passione, la sete di scoprire nuovi spunti enologici, nuove amicizie e nuovi orizzonti ci hanno spinto verso questa kermesse fatta di colori, rumori, vita e una discreta confusione.
Il must è solo uno: se vuoi apprezzare qualcosa del Vinitaly, stila una scaletta e prendi accordi prima di partire con chi vorrai andare a visitare; in caso contrario il rischio è quello di fluttuare nel mare agitato degli stand senza mai buttare l’ancora.

IncontriDiVite è una comunità che nasce nel Lazio, ed è dalla realtà di questa regione, spesso enologicamente sottovalutata, che vuole partire.

E’ da li che partirà il nostro percorso all’interno della fiera, ma facciamo un piccolo passo indietro…

SABATO 5 APRILE
Per arrivare a Verona si attraversano terre ricche di fascino e tradizione, una su tutte il Chianti.
Come potevamo resistere ad una deviazione dal percorso?
Impossibile non tuffarsi nell’offerta di questa terra, l’immagine spiega più di quanto si possa raccontare.
Pranziamo in una locanda di un paesino silenzioso e scarsamente abitato, fuori piove.
Accompagnamo il poco frugale pranzo con un Nozzole Chianti Classico 2010, Sangiovese in purezza di Greve in Chianti, rivelatosi un ottimo abbinamento a tutto pasto.
Soddisfatti riprendiamo la strada...

Arrivati a destinazione, troviamo subito lo spunto per quello che anima la nostra passione.

Dove alloggiamo producono il vino, le vigne sono a 50 metri dalla nostra stanza e ci salutano con le loro prime gemme; siamo nel territorio della DOC Garda Classico dove il Groppello Gentile concorre alla nascita di vini rossi color rubino di media freschezza.
  

DOMENICA 5 APRILE
Siamo in Fiera



Come detto è dal Lazio che parte il nostro percorso, non potrebbe essere altrimenti.

Salutiamo amici, stringiamo mani e, soprattutto, degustiamo:  la tecnica del sommelier comincia ad avere la meglio sulla curiosità dell’enoturista, scopriamo nuove linfe e intensifichiamo le nostre chiacchere; troviamo sponda in espositori ben disposti  a raccontarci produzioni e curiosità, terra e tecniche.

Sulla nostra personale scaletta, Marco Carpineti segna il numero uno. Partiamo da lui.


Siamo a Cori (LT), circa 50km a sud di Roma, proprio sotto i Monti Lepini. Vigneti a circa 400 metri slm, agricoltura rigorosamente biologica. 
Azienda molto interessante, oggetto di un crescente interesse, fa della riscoperta di vitigni autoctoni quasi dimenticati la sua scommessa, ormai possiamo dirlo, vincente.
Primo vino oggetto di degustazione il Capolemole bianco ( 5 grappoli AIS-Bibenda 2013 l’annata 2011); L’autoctono Bellone ne rappresenta la quasi totalità, con una non trascurabile presenza di Greco nella tipologia “moro”, acciaio.
Naso d’impatto, risaltano immediatamente il floreale e la nitida freschezza; frutta tropicale.
Eleganza e buon equilibrio anche in bocca dove la sapidità, sempre ben bilanciata, esce protagonista. Vino che esprime tutta la cura che Carpineti mette nella produzione dei suoi prodotti. Grande qualità ad un prezzo più che onesto (siamo entro i 10 euro!).
La curiosità ci spinge a provare anche il loro Metodo Classico: incredibile! Mai avremmo creduto che il Bellone potesse esprimere una simile qualità in questa versione. Questo spumante resta sui lieviti per 24 mesi e dona note di freschezza ed eleganza insospettabili.


Complimenti al coraggio. Ci salutiamo con un arrivederci, verremo presto a trovarvi.


S.P. Velletri - Anzio km 14,300 - 
04010 Cori - Italia 
Tel. +39 06 9679860 - 06 96008576 - Fax +39 06 9679860
www.marcocarpineti.com

Continuiamo il nostro percorso regionale affacciandoci allo stand di Sergio Mottura.
Agricoltura bio.
Ci siamo spostati nel Lazio settentrionale, nella parte alta della provincia di Viterbo, nella Valle del Tevere dove le terre dell’Orvieto classico si mischiano tra il Lazio e l’Umbria. E’ la patria del Grechetto.
Sergio Mottura lo conosciamo per il suo grechetto in purezza “Latour a Civitella” e per il “Muffo” , un muffato anch’esso grechetto 100%. Due certezze che riconfermiamo.


Quello che ci colpisce, però, è un pinot nero, il Magone. Nell’ orvietano? Assaggiamo…
Ci spiegano che è una novità assoluta, e questo aumenta la curiosità. Un vino sicuramente particolare, un pinot nero che non ti aspetti, non classificabile nella sua categoria. A bottiglia coperta l’avremmo sbagliato. Bella scommessa, ma per noi, al momento, non giudicabile.
Il vino degustato è giovane,con qualche anno di anzianità in più, probabilmente, le cose cambierebbero.
Anche quì coraggio da vendere, e questo a noi piace tanto.


Piazza Unita' d'Italia 12 - 01020 Civitella d'Agliano (VT)
Tel. +39 0761 914501 - Fax +39 0761 1810100
www.motturasergio.it 



Ci spostiamo di pochi metri per incontrare un'altra realtà molto interessante: Cantina Sant'Andrea.
Antica cantina della famiglia Pandolfo nella zona del Circeo (Terracina), si distingue per prodotti di ottimo livello a prezzi decisamente contenuti che ne fanno certamente uno dei punti di riferimento della zona pontina.
Degustiamo subito il "Dune" (Circeo Doc Bianco 60% Trebbiano 40% Malvasia puntinata), che ci colpisce per l'intensità e complessità olfattiva. Sarà la collocazione dei vigneti (450slm) coniugata alla vicinanza del mare a donare a questo vino una complessità veramente degna di nota.La mano del produttore interviene con sapienza, modellando ciò che la natura dona: surmaturazione delle uve e 6 mesi in botte ne fanno un bianco trasversale, da collocare su tavole diverse secondo gusti e necessità.

Non potendo provare tutto lo scibile (sono pur sempre le 10 del mattino), fissiamo la nostra attenzione su una seconda ed ultima prova: Capitolium, Moscato di Terracina Doc.
Vino dolce passito 100% Moscato di Terracina, ottenuto con surmaturazione di grappoli spargoli e successivo appassimento su graticci (due mesi), sei mesi di legno.
Color oro, intenso e complesso al naso, pieno e molto persistente in bocca.Si potrebbe pensare di abbinarlo subito ad una bella pastiera napoletana, ma l'incontro con un blu di bella sostanza non sarebbe assolutamente da scartare.


Via Renibbio, 1720
04019, Terracina (LT)
0773755028


Ci muoviamo a passo deciso verso altri produttori, e sebbene avessimo le idee chiare su chi visitare, la nostra attenzione viene catturata da una bottiglia, anzi due:


- Aphrodisium e Faro della Guardia


Parliamo,ovviamente, di Casale del Giglio della famiglia Santarelli, azienda moderna e solida dell'Agro Pontino che fa della sperimentazione la linea di condotta.

Detto in franchezza questa sosta non rientrava nella pianificazione dei percorsi immaginati.Non perchè non meritevole della nostra attenzione, ci mancherebbe, ma perchè di questa azienda abbiamo già degustato tanto e bene, perchè ne conosciamo la storia e perchè l'abbiamo visitata con cura tempo fa. Ma la sosta per queste due bottiglie è meritata.

Il "Faro della Guardia", in onestà, non lo conoscevamo: bianco che nasce sull'isola di Ponza da sole uve Biancolella, vitigno che solo quì trova dimora. L'uva viene vendemmiata e poi portata a vinificare nell'Agro Pontino.

Molto interessante la produzione: fermentazione spontanea con lieviti starter e successivo affinamento sur lie per circa 7-8 mesi.
Colpisce l'intensità al naso, netta sapidità e lunga persistenza alla bocca.Vivace, secondo noi bene con i crostacei.

L' Aphrodisium è un passito ottenuto da un blend di Petit Manseng, Viognier, Greco e Fiano.Ottenuto con vendemmia tardiva e fermentazione spontanea ci colpisce subito per il colore oro brillante ed un naso elegante e fresco.In bocca emerge la morbidezza con una persistenza, anche quì, molto pronunciata.

Passito intrigante, diverso dal solito.


Casale del Giglio Azienda Agricola S.r.l. 

Strada Cisterna–Nettuno Km. 13,00 04100 Le Ferriere (Latina)
www.casaledelgiglio.it

Con in bocca ancora il ricordo dolce di terra pontina, ci addentriamo verso il padiglione dedicato all'Irpinia; altra regione, altra storia, altra puntata.


Segue.....